Arpa Piemonte e Città Metropolitana di Torino hanno pubblicato l’anteprima del rapporto “Uno sguardo all’aria 2024” che descrive il trend della qualità dell’aria dell’anno appena passato: Vinovo è la seconda peggior città per giorni di superamento del limite di PM10 (polveri sottili) in tutto il Torinese; stabili gli altri inquinanti.

I due Enti hanno pubblicato l’anteprima del loro rapporto “Uno sguardo all’aria 2024”, in cui sono anche analizzati i valori registrati dalla stazione di rilevazione posta in via Garibaldi angolo via Volontari, attivata proprio lo scorso anno.
I dati, purtroppo, sono preoccupanti: per quanto riguarda il PM10, infatti, Vinovo si colloca al secondo posto nella classifica dei peggiori per giorni di superamento del limite con un valore di 60 su 365.
Fa peggio solo Settimo, che di sforamenti nel 2024 ha ne ha registrati 69, mentre addirittura Torino non ha raggiunto così tante giornate sopra la soglia di guardia. Nel resto del territorio metropolitano –Carmagnola compresa- la situazione risulta invece leggermente meno grave.
Sempre per quanto riguarda il PM10, resta fortunatamente entro i limiti il valore medio annuo (33 microgrammi al metro cubo), che è comunque il più alto di tutta la Provincia. Analoga situazione per le polveri ultra-sottili, il PM2,5.
Sopra soglia -ma questo è un dato comune all’intero Torinese- anche gli sforamenti relativi alla presenza di ozono, mentre la situazione risulta essere stabile (ed entro i limiti) per gli altri due inquinanti monitorati, il benzene e il biossido di azoto.
«Il 2024 è stato un anno con condizioni meteo non particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti -si legge nell’anteprima- Anche in considerazione del prossimo recepimento della nuova direttiva sulla qualità dell’aria che introdurrà limiti più stringenti, è necessario continuare ad adottare misure progressive e strutturali di limitazione delle emissioni in atmosfera».
Per ulteriori approfondimenti è possibile leggere il documento di anteprima, mentre per il report completo “Uno sguardo all’aria 2024” bisognerà attendere l’autunno.