I pescatori di Carmagnola a confronto sul futuro della Riserva di pesca sul Po, tra specie aliene, inquinamento e mutamenti climatici: «servono idee e soluzioni per continuare a tutelare il fiume».

Secondo i pescatori, infatti, sono tante le problematiche che stanno arrecando danno al Po e impoverendo la fauna ittica, dalla presenza numerosa delle specie ittiofaghe (dai cormorani ai pesci siluro) all’inquinamento e ai mutamenti climatici, con evidenti ripercussioni sulla salute dei fiumi.
«Il tutto condito da una legislazione che sta causando difficoltà a creare contromisure efficaci a difesa della fauna ittica locale e alla salvaguardia del settore pesca sportiva», sottolineano dall’Associazione Pescatori Carmagnolesi.
«Gli attuali regolamenti di gestione sono ancora coerenti con le nuove realtà? -si chiedono, retoricamente, evidenziando come oggi il pescatore ricreativo si trovi davanti uno scenario poco incoraggiante- E si sa: se non c’è più il pesce, non c’è il pescatore… che rappresenta il vero conoscitore dell’ambiente fluviale e collabora con gli organi preposti alla tutela per proteggere questa risorsa unica. Senza più pescatori il fiume rimarrà abbandonato al suo destino, privo dei suoi custodi!».
Non mancano idee e soluzioni. «L’incubatoio ittico di Cascina Vigna ha rappresentato, in passato, un esempio di soluzione: un duro e fondamentale lavoro svolto per il ripopolamento e la salvaguardia di specie a rischio, quali la trota marmorata, il luccio e non solo».
È sufficiente, oggi? «Probabilmente servono altri interventi: la volontà di risolvere uno per volta i problemi sarà la nostra guida per i prossimi anni -concludono dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Pescatori- Stiamo infatti già esaminando la fattibilità delle ultime proposte portate dai soci, confidando nella collaborazione delle Istituzioni locali e regionali. Speriamo di poter riscrivere a breve di importanti novità per la Riserva!».