L’ACDA – Azienda Cuneese dell’Acqua ha iniziato un piano di monitoraggio per il controllo della presenza di PFAS in tutti gli acquedotti del territorio. I primi esiti sono negativi.
Dal 12 gennaio 2026 entrerà in vigore una direttiva comunitaria che impone per la
prima volta limiti normativi alla presenza nelle acque potabili di PFAS, sostanze alchiliche perfluorate e polifluorate potenzialmente cancerogene: l’ACDA – Azienda Cuneese dell’Acqua ha annunciato di aver già iniziato un piano di monitoraggio di queste sostanze su tutti gli acquedotti gestiti, che servono anche diversi Comuni del territorio, tra cui Racconigi, Casalgrasso, Faule e Polonghera.
I PFAS sono sostanze chimiche utilizzate nell’industria per la produzione di numerosi prodotti di uso quotidiano, che possono essere pericolose per la salute e per l’ambiente.
“L’indagine proseguirà per tutto il 2025 e gli esiti saranno pubblicati sul sito istituzionale di ACDA -fanno sapere dall’azienda- Al momento non sono stati rilevati valori al di fuori dei limiti indicati dalla normativa“.