Sono iniziati i lavori per l’insediamento del Molino Chiavazza a Carmagnola nell’area ex Teksid Ghisa, con l’installazione dei primi silos per lo stoccaggio del grano. Ora serve costruire la dorsale nord-sud e riattivare il raccordo ferroviario per poter completare l’opera. «Il treno sarà la chiave di volta per un nuovo sviluppo del territorio», dichiara l’ad Luigi Chiavazza.
Nelle scorse settimane sono stati infatti installati i primi silos per lo stoccaggio del grano, che ora svettano e riluccicano all’interno dell’area rimasta per anni abbandonata dopo la chiusura delle fonderie, oltre centomila metri quadrati di terreni ex industriali da recuperare.
«Lo scarico del grano rappresenta una delle tre funzioni principali del nostro progetto e sarà la prima ad essere attivata: a regime potremo contare su 11 silos da 2.000 tonnellate ciascuno, oltre ad altri più piccoli cosiddetti di pre-carico, in grado di accogliere fino a due treni al giorno contro gli attuali due a settimana -conferma a “Il Carmagnolese” l’amministratore delegato Luigi Chiavazza– Seguiranno l’impianto di macinazione e quello di stoccaggio delle farine e delle crusche, che saranno realizzati subito dopo».
Che tempistiche vi date per ultimare questa prima fase e attivare i nuovi silos? «Il nostro obiettivo è di essere operativi entro l’autunno, anche se al momento questi tempi non dipendono solo dalla nostra volontà…», allarga le braccia l’imprenditore.
Per entrare in funzione, la sua struttura ha infatti bisogno del collegamento alla ferrovia, riattivando i binari, ancora oggi esistenti, che un tempo erano a servizio della Teksid Ghisa e che ora sono già di proprietà del Molino Chiavazza.
Le Ferrovie, però, non possono autorizzare il passaggio dei treni fino a quando non viene dismesso il tratto di via Agnelli tra l’incrocio con via Umberto II e il sottopasso di via Rubatto, che ora interseca proprio i binari.
«Aspettiamo che venga realizzata e aperta al traffico la nuova strada, prevista ormai da tempo», spiega Chiavazza. Si riferisce alla cosiddetta “dorsale nord-sud“, opera in carico ai precedenti proprietari dei terreni ex-Teksid dove sorgerà il Molino.
I lavori sarebbero stati in teoria autorizzati già diversi mesi fa, ma al momento -sul terreno- nulla si è ancora mosso. Il Comune, stando a fonti interne, sta facendo pressioni, proprio per sbloccare un importante “domino” a livello territoriale.
La riattivazione dei binari e la messa in funzione dei nuovi silos, infatti, permetterebbe al Molino Chiavazza di liberare l’attuale area di stoccaggio del grano utilizzata a fianco della stazione di Carmagnola, che potrà tornare nella disponibilità delle Ferrovie e -chissà- essere trasformata in parcheggio per i pendolari o con altre funzioni simili.
«Far nuovamente entrare i treni nell’area ex Teksid Ghisa potrà essere la “chiave di volta” per il futuro sviluppo di tutta Carmagnola e dell’intero territorio», aggiunge Chiavazza, che vede un potenziale ben superiore al solo insediamento della propria azienda.
In che senso? «Grazie ai binari potrebbero arrivare molte nuove realtà, legate al mondo agricolo, logistico e anche produttivo, che hanno bisogno del trasporto su rotaia per le loro attività -ragiona- Non nascondo che già diverse aziende, negli ultimi mesi, mi hanno contattato affinché li avvisassi quando tutto fosse stato avviato. E parlo anche di industrie che potrebbero far scaricare a Carmagnola le loro materie prime, per lavorarle in loco».
In effetti è facile intuire come la posizione dell’area industriale carmagnolese -perfettamente collocata tra ferrovia e autostrada, a poche decine di chilometri da Torino- possa “fare gola” anche ad altri imprenditori.
«Ci sono tutte le potenzialità per portare un nuovo sviluppo e tanta occupazione in città, peraltro favorendo il treno rispetto ai camion, con minore traffico e inquinamento -conclude Chiavazza- Noi, con il nostro progetto, ci sentiamo un po’ degli apri-pista. Speriamo che tutto possa iniziare a diventare realtà il prima possibile».