La RAI -in rotta con il Comune di Sanremo- sta pensando di spostare altrove il Festival della canzone italiana: prende corpo la candidatura congiunta di Torino e Carmagnola? Oggi attesi in città alcuni alti funzionari della TV di Stato.

Il Festival di Sanremo a Carmagnola (e Torino)? Scritta così, sembrerebbe una bufala esagerata. Invece potrebbe essere un’opzione a cui la RAI sta pensando, visti i rapporti sempre più difficili con il Comune ligure dopo l’ultimo bando per assegnare l’organizzazione della più celebre manifestazione musicale italiana, che sembra aver molto indispettito i vertici della TV di Stato.
Se la proposta di Torino come sede alternativa è già “alla luce del sole” da alcune settimane, forte anche del successo dell’Eurovision nel 2022, la vera novità delle ultime ore pare essere rappresentata da una candidatura congiunta tra il capoluogo regionale e Carmagnola «per rafforzare ancora di più l’alternativa di un Festival della Musica al 100% “Made in Piemonte”».
Tra gli elementi che hanno finora giocato a favore di Carmagnola, ve ne sono alcuni di natura politica -come la vicinanza con il presidente regionale Alberto Cirio, di recente in città per un’inattesa visita al canile (“possibile sia venuto solo per quello?” si sono chiesti in molti)- e altri di carattere logistico, come il casello autostradale, il collegamento ferroviario con Torino (e con Sanremo) e la disponibilità di centinaia di posti auto gratuiti.
Ulteriori carte da giocare sono quindi rappresentate dalle origini carmagnolesi del maestro Alberto Cipolla, che nell’ultima edizione ha diretto le esibizioni dei super-ospiti Jovanotti e Mahmood; le tante Band locali; una storia di manifestazioni musicali quali RockFiles e PepperSound in passato e l’odierno Foro Festival, ma anche la presenza de “Il Carmagnolese” nella Giuria Stampa e di Radio Vida Network al Villaggio delle Radio in occasione di Sanremo 2025 nonché la candidatura a Capitale italiana del Libro 2026 e quella ad ospitare Jazz’Inn già nell’autunno di quest’anno.
A dare ulteriore credito alla notizia -che circola insistentemente nei gruppi Facebook da diverse ore- è la voce giunta a “Il Carmagnolese” che proprio oggi, martedì 1° aprile 2025, alcuni alti funzionari RAI sarebbero attesi in città per valutare l’ipotesi della candidatura congiunta, accompagnati da esponenti regionali e da esperti del settore, tra cui l’imprenditore sanremese William Lanzardo.
Il programma prevederebbe innanzitutto un sopralluogo nella chiesa di San Filippo, che a breve verrà trasformata in un teatro grazie ai fondi del PNRR, mentre le capienti sale di Palazzo Lomellini (altro cantiere in corso) potrebbero ospitare il Media Center.
La Delegazione RAI -dopo un pranzo a base di peperoni di Carmagnola e pesci del Pianalto, per sottolineare la vocazione enogastronomica e turistica del territorio del Distretto del Cibo Chierese e Carmagnolese– si dovrebbe quindi spostare nel capoluogo regionale, per colloqui di alto livello, il cui contenuto resta al momento riservato.
Quali scenari è possibile ipotizzare? Sicuramente il teatro Regio di Torino, messo sul piatto da Lo Russo, resta favorito per ospitare i “Big”, prendendo così il posto dell’Ariston, con San Filippo che andrebbe invece ad accogliere le “Nuove Proposte”.
Oppure -ipotesi ancora più suggestiva- il palco carmagnolese potrebbe trasformarsi in quella che è stata, nelle ultime edizioni del Festival a Sanremo, l’Arena esterna di piazza Colombo, denominata Suzuki Stage, dove far esibire gli ospiti, con concerti gratuiti.
Tra i “papabili”, anche Irama, che ha girato il proprio videoclip nelle campagne di Villastellone, nonché il piemontese Gabry Ponte, che a maggio rappresenterà San Marino all’Eurovision 2025 con la sua celeberrima “Tutta l’Italia”.
La notizia ha già mandato in fibrillazione il mondo politico locale: la Maggioranza starebbe discutendo se affidare la delega al Festival all’assessore alle manifestazioni, La Mura, o creare un’assessorato ad hoc, come avviene nel Comune di Sanremo.
Pampaloni avrebbe invece espresso “forte preoccupazione” per l’elevata presenza di turisti che arriverebbero al seguito della manifestazione, mandando in tilt il sistema di identificazione del DNA nelle feci canine, mentre Sicilia (Azione) è pronto a rilanciare sulla necessità di un punto di informazioni per i visitatori, ribadendo «ve lo avevo detto». Il centro-sinistra prepara, forse, un comunicato stampa.
«Sicuramente è presto per fare ogni previsione -è invece il laconico commento (con richiesta di anonimato) che arriva da Palazzo Civico, dove ufficialmente tutti restano muti- Sarà determinante far passare la giornata di oggi per vedere se il progetto potrà andare avanti. In ogni caso sarebbe una grande opportunità per la nostra città».